Book Cover: Le pietre nobili raccontano

Nacquero nei fumosi “filò” d’altri tempi, le antiche leggende, in quelle riunioni familiari per le quali si sceglievano, la sera, gli ambienti meno freddi della casa: la vecchia cucina, la stalla oppure l’antistalla.

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Nacquero nei fumosi “filò” d’altri tempi, le antiche leggende, in quelle riunioni familiari per le quali si sceglievano, la sera, gli ambienti meno freddi della casa: la vecchia cucina, la stalla oppure l’antistalla. E, quasi prediligessero gli ambienti bui e pregni di fumo, le leggende nacquero anche nelle locande, nelle osterie in cui, sempre la sera e dopo il lavoro, si ritrovavano gli uomini del villaggio e i mercanti di passaggio, quei forestieri che oltre alle merci portavano anche lontani racconti di cose straordinarie e magiche.

Nacquero anche nelle chiese, le leggende: nei templi sacri in cui il sacerdote usava la fantasia per tradurre in termini comprensibili i contenuti di dogmi e di verità indiscusse, usando storie didascaliche, apologhi e parabole per educare i fedeli ai valori di una religiosità vissuta in modo semplice, diretto e immanente.

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Nacquero dall’esperienza, le leggende, e da una creatività appena abbozzata che sapeva mescolare i dati della realtà con le paure, le ansie e le ossessioni dell’irrazionalità più viva. Ma nacquero anche nei castelli, in quei manieri di cui è costellato il nostro territorio e in cui nobili schiatte che interpretavano il potere duro, arcigno e quasi sempre avido, vivevano spesso arroccate.

Quei parchi protetti da alte mura, quei saloni appena riscaldati da enormi caminetti, quelle stanze illuminate da piccole finestrelle coperte da pesanti velluti, furono le culle di racconti cavallereschi tramandati per generazioni, di storie d’amori contrastati e difficili, che avevano per protagonisti tante Giuliette e tanti Romei ante litteram che ancora oggi strappano qualche moto di compassione.

Le famiglie più ricche, quelle che occupavano i castelli più ambiti della regione e che potevano contare su entrate provenienti da territori ampiamente coltivati, potevano vantare e mostrare orgogliosi agli amici anche qualche menestrello che vendeva al miglior offerente la musica del suo liuto e i prodotti della sua fantasia, in cambio magari dell’ospitalità, d’un po’ di cibo, di qualche veste nuova e di poche monete.

Nel leggere le pagine di questo libro vi accorgerete che, per ciò che riguarda le leggende castellane, abbiamo due tipi di storie.
Abbiamo i racconti nati “nei” castelli, che parlano d’atti di eroismo, che narrano di imprese coraggiose, di Crociate combattute in oriente, di folli corse in difesa e in aiuto d’un vicino alleato e amico... Ma abbiamo anche una lunghissima serie di racconti nati “contro” i castelli, al di fuori delle mura, nei borghi per lo più miseri in cui abitava un popolo fatto di servi della gleba, quasi schiavi alla stregua degli animali. Sono storie di drammi e angosce senza fine, di angherie subìte in silenzio, di maltrattamenti e sfruttamenti senza fine, ma sono anche e talvolta storie di ribellioni feroci e improvvise, di rivolte sanguinose che spesso avevano come esiti la morte atroce del tirannello di turno e la distruzione completa del maniero nella sua valenza di simbolo del potere.

Sono storie comunque vive e possionali, sono racconti pieni di colore, di urla e di rumori, sono storie dure che s’avvinghiano al lettore e lo trasportano in un mondo lontano, duro anch’esso ma ricco di umanità semplice, fragile e spontanea. Sono storie da leggere e centellinare una a una, per poi magari sentirsi spinti ad andare a visitare quei castelli, a perlustrare quelle rovine, a sedersi all’ombra di quelle torri delle torture, di quelle mura che furono assediate dagli eserciti nemici, di quei palazzi in cui amori e contrasti violenti s’intrecciarono con il canto di menestrelli innamorati...

Insomma, questo è anche un libro che spinge alla conoscenza del territorio, di quelle nostre valli che custodiscono e offrono non solo castelli, non solo palazzi, non solo musei grandi e piccoli, ma anche una miriade di emergenze culturali e ambientali che costituiscono la parte più colorata e preziosa della nostra identità.

COMPATTA

LE PIETRE NOBILI RACCONTANO le più belle leggende dei castelli trentini
di Mauro Neri - pag. 144, € 10
Ed. AlcionEdizioni, Lavis, Trento