Book Cover: Women and girls

Il fatto che gli storici concordino quasi unanimemente nel dire che gran parte del patrimonio della tradizione orale di ogni popolo è frutto della fertile fantasia e della capacità affabulatoria della donna, ci deve far riflettere sul contenuto dei racconti che ci accingiamo a leggere in questo volume. Ed è soprattutto merito delle donne se le storie, gli usi, i costumi, le tradizioni trentine hanno poi messo radici nei luoghi dell’emigrazione ed è a loro in particolare che va questo libro.

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Introduzione di Iva Berasi

Il fatto che gli storici concordino quasi unanimemente nel dire che gran parte del patrimonio della tradizione orale di ogni popolo è frutto della fertile fantasia e della capacità affabulatoria della donna, ci deve far riflettere sul contenuto dei racconti che ci accingiamo a leggere in questo volume. Ed è soprattutto merito delle donne se le storie, gli usi, i costumi, le tradizioni trentine hanno poi messo radici nei luoghi dell’emigrazione ed è a loro in particolare che va questo libro.

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L’Autore, Mauro Neri, ha lavorato per quasi cinque anni – con l’aiuto prezioso della moglie Silvia, scrittrice anche lei – per raccogliere, catalogare, selezionare e poi riscrivere con uno stile letterario moderno e gradevole ben mille leggende trentine, pubblicate in tre volumi nel biennio 1996-1997. Si tratta di un “corpus” che fotografa in trasparenza l’identità più vera, più genuina, più profonda del Trentino antico, di quel Trentino che ha penato in silenzio per secoli chino sui campi dei contadini, sui deschi degli artigiani, sui telai delle filatrici e che, pure, ha contribuito a costruire il Trentino che vediamo oggi e a portare nel mondo le doti caratteriali di un popolo tenacemente legato alle sue montagne e alle sue valli alpine.

Da questa vastissima enciclopedia dei sentimenti, delle rabbie, delle illusioni e delle delusioni che nei filò diventavano racconto, fiaba, leggenda appunto, abbiamo selezionato alcuni esempi di narrazioni che hanno per protagoniste le donne.

Perché le donne? Perché in tal modo riusciamo a sapere che cosa pensassero le donne delle donne, e quindi con quali occhi le “comari” narratrici vedessero le regine, le streghe, le bambine, le Anguane protagoniste di cento e cento avventure.

Quel che ne esce, al di là della curiosità e dell’interesse letterario e sociologico suscitati da queste leggende, è il quadro variegato che via via si compone per delineare una donna che sa di dover impersonare i mille volti e i mille ruoli che le vengono chiesti dalle situazioni di vita: donna angelicata e santificata nei quadri delle Madonne e donna gran lavoratrice; donna strega che sa punire e donna regina, che sa comandare e sa guidare il proprio cuore verso scelte difficili ma “giuste”. E, ancora: troviamo donne che vivono la vita nella superficialità del nulla (quelle che oggi qualche sociologo definisce “donne veline”, tanto per capirci), ma anche donne che si impegnano nella solidarietà, che sanno essere ospitali nei confronti di chi soffre, che sanno coltivare nel profondo del cuore il segreto magico dell’umanità e dell’ospitalità.

E allora cominciate a sfogliare questo piccolo libro e leggete, giorno dopo giorno, le storie qui raccolte. Provate a leggerle a voce alta e vi parrà di udire la voce della vostra nonna (donna creatrice) che vi chiama vicino a sé e comincia a narrare... “C’era una volta, tanto e tanto tempo fa, una bambina che...”. Vi sembrerà di entrare in una macchina del tempo per compiere un tuffo autentico in un passato nel quale affondano le nostre radici più vere, che sono radici fatte anche di sogni, di progetti, di emigrazione, di pulsioni e di tensioni verso una vita malgrado tutto sempre migliore. Nel nome di una donna, di milioni di donne che lottano, lavorano, amano, vivono e s’impegnano mettendo in campo tutto quel che sono.

Elenco delle leggende:

  • Giudicarie esteriori, Comano Terme: L’antro della Sibilla
  • Valle dei Mòcheni, Fierozzo: I vestiti delle Salinghe
  • Alta Valsugana, Caldonazzo: Le due città scomparse
  • Val Lagarina, Ala: Caterina e il Principe francese
  • Val Lagarina, Ala: La vecchietta di Valbona
  • Val Lagarina, Ala: La madre di San Pietro
  • Val Lagarina, Avio: La Busa dei Preèri
  • Vallarsa, Foppiano: Fiore e le campanelle
  • Monte Baldo, Corné di Brentonico: La governante fedele
  • Val di Non, Castel Nanno: L’amore di Melisenda
  • Val di Non, Castel Nanno: Laura e il menestrello
  • Valle del Chiese, Condino:Il Barba Zucón
  • Val di Non, Vervò: Giulia, figlia di Augusto
  • Val di Non, Lago di Tóvel: La regina Tresenga
  • Val Lagarina, Corné di Brentonico - Castel Sajòri: La bella Marina
  • Val di Fiemme, Castello di Fiemme:Lo scherzo dell’Orco
  • Val di Sole, Passo del Tonale:La brava Caterina e le streghe
  • Val di Sole, Mastellina: La principessa Aulasa
  • Val di Sole, Vermiglio: La vendetta delle mogli
  • Val di Non, Malosco: Il mistero della puerpera scomparsa
  • Val di Sole, Piano di Commezzadura:Il vestito della Madonna
  • Alta Valsugana, Civezzano: Donna Dorotea e i Francesi
  • Valle di Fassa, Ciampedìe: Gordo e Vinella
  • Bassa Valsugana, Ronchi: La povera Anguana
  • Alta Valsugana, Luserna: Il pastore fanfarone
  • Pèrgine, Castello - Valle dei Mòcheni:La bella e ilconte di Pèrgine
  • Val di Sole, Castel Caldés: Olinda e Arunte
  • Val di Non, Castelfondo: La treccia della Vivana
  • Val Rendena, Madonna di Campiglio: Gli “Orti della Regina

 

COMPATTA

“WOMEN AND GIRLS in the legends of the Trent region”, di Mauro Neri, illustrate da Paola de Manincor, con commenti di Iva Berasi; traduzione in inglese di Fr. Marco Baragnol, pag. 96, a colori – AlcionEdizioni – fuori commercio